Frizze Liguri Grive PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della LIGURIA

Grive, frattaglie della Val Bormida

Frattaglie a base di fegato di maiale e salsiccia con aggiunta di bacche di ginepro.

Zona di produzione: Val Bormida

Lavorazione: Si trita fegato di maiale, salsiccia e si aggiungono le bacche di ginepro. Si insacca il tutto nel velo del maiale e si amalgama a palline da 50 grammi ciascuna. Possono essere scaldate a bagno maria, cotte sulla piastra o fritte. Si conserva per 3 o 4 giorni. Nessuna stagionatura. Per la sua preparazione occorrono tritacarne, coltello, insaccatore, tavolo da lavoro in marmo o acciaio.

Curiosità: La produzione di questa tipologia di frattaglie risale a più di trent’anni fa ed è diffusa in quasi tutti i comuni della valle Bormida. L’80% della produzione trova sbocco sul mercato locale, per il restante 20% la commercializzazione avviene a livello regionale. Il canale di diffusione è il piccolo dettaglio tradizionale.

Nella tradizione locale, la carne non compariva frequentemente sulle tavole ed era comunque sempre protagonista di momenti particolari come il matrimonio o la nascita di figli, presente in ricorrenze come il Natale o la Pasqua, la mietitura o il giorno del santo patrono. Ma la vera festa è sempre stata, per tradizione, condizionata dall’uccisione del maiale: la famiglia intera si riuniva, per dare una mano nella confezione delle carni. La necessità di consumare nel breve periodo le frattaglie facilmente deperibili ha stimolato la fantasia rurale. Questo è il caso delle frizze o grive, frattaglie speziate racchiuse nell’omento dove al prezioso pepe si sostituiscono le bacche di ginepro, succedaneo contadino di un prodotto all’epoca troppo caro, che lo ricorda almeno nella forma.

Un’altra ricetta tipica della val Bormida e relativa al momento particolare dell’uccisione del maiale è il fegato in agliata. La produzione di frattaglie non è caratteristica di una località precisa ma è diffusa in quasi tutti i comuni della valle Bormida e nell’entroterra savonese.

Aceto di mele PAT (Axou de meie)

L’affinamento del vin de meie avviene in piccoli barili di legno (caratelli) per il completamento del processo di acidificazione.
L’aceto, il cui nome è la traduzione del latino acetum, nasce dalla fermentazione spontanea del vino o di altre bevande contenenti alcool. L’agente che determina la fermentazione è un piccolo fungo, il Mycoderma aceti.

Leggi di +

Caciotta di Brugnato PAT

Le forme di caciotta un tempo erano preziosi prodotti di scambio e di vendita. Oggi nella zona di Varese Ligure e Brugnato sono attive diverse aziende casearie che le fanno come una volta, anche se la loro produzione è artigianale, quindi molto limitata.

Leggi di +

Fagiolo Cenerino PAT

Il fagiolo Cenerino è un fagiolo rampicante, cioè ad accrescimento indeterminato. Il baccello è piatto e lungo da 15 a 20 cm. Il seme, di colore cenere, da cui il nome dialettale senerìn, è di piccole dimensioni, lungo circa 1 cm. Se consumato verde, si lessa e ha una consistenza cremosa, un sapore delicato e burroso.

Leggi di +

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.