FORMAZIONI ERBOSE

Le formazioni erbose sono ampiamente diffuse in tutta Europa. Generalmente rientrano in due categorie: quelle naturali e quelle sviluppate dall’uomo.

Farfalla Maculie Teleius

Le prime sono presenti solo nelle zone in cui l’ambiente è troppo aspro per favorire la crescita di alberi e di folta vegetazione. È il caso, ad esempio, delle regioni steppiche aride, delle zone di alta montagna esposte a lunghi periodi di freddo intenso, o delle valle fluviali e praterie alluvionali regolarmente erose dal continuo flusso e riflusso delle acque di piena.

Le formazioni erbose create per opera dell’uomo sono, al contrario, diffuse ovunque essendo state modellate da diverse attività agricole che, talvolta, risalgono addirittura ai primi insediamenti umani. Con il graduale sfoltimento e abbattimento di alberi e foreste per lasciare spazio alle colture locali e all’allevamento di bestiame, il paesaggio si è progressivamente aperto.

Nel corso degli anni si è trasformato in un complesso mosaico di habitat seminaturali diversi, tutti soggetti a diversi livelli di sfruttamento antropico. Ciò ha inevitabilmente attirato una varietà altrettanto ricca e diversa di piante e animali selvatici.

Un’alterazione regolare e modesta, legata al pascolo e alla mietitura, contribuisce a mantenere la vegetazione bassa e l’ambiente libero da alberi e altre piante rigogliose che, in caso contrario, farebbero ombra alle altre specie vegetali.

L’abbondanza di piante da fiore attira altre specie. Alcune, come api e farfalle, nel tempo hanno sviluppato una relazione così stretta con alcune piante che ormai la loro sopravvivenza dipende interamente dalla presenza di queste
piante ospiti.

Nel complesso, la biodiversità europea è stata notevolmente arricchita dalle pratiche agricole tradizionali. Ma con l’avvento dell’agricoltura meccanizzata e dei sistemi di produzione intensiva negli ultimi 50–100 anni, grandi zone di formazioni erbose seminaturali sono state arate, prosciugate o migliorate per aumentare la produzione.

Oggi sopravvive solo circa il 15–20% dei terreni agricoli originali di grande valore naturale, spesso fortemente frammentati e degradati che, pertanto, richiedono urgenti misure di conservazione.

Tipi di habitat protetti in Natura 2000

Complessivamente la direttiva Habitat protegge 31 tipi di formazioni erbose da formazioni erbose umide e secche, pascoli alpini e praterie da fieno a steppe aride e pascoli arborati. Gran parte di questi sono habitat seminaturali e richiedono una gestione continua.

I siti non gestiti si ricoprono rapidamente di cespugli allontanando tutte le specie selvatiche presenti e, a lungo termine, ridiventano foresta che, pur avendo per sua natura un certo valore biologico, ospita una varietà di fauna e di flora completamente diversa.

FONTE @NATURA 2000 – Proteggere la biodiversità in Europa

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