Favignana Levanzo Marettimo
Trapani -SICILIA

Borghi d’Italia

Favignana (in siciliano Faugnana) è un’isola dell’Italia appartenente all’arcipelago delle Egadi, in Sicilia.

Principale isola dell’arcipelago delle isole Egadi, si trova a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, tra Trapani e Marsala, e fa parte del comune di Favignana.

Il nome di Favignana deriva dal latino favonius (favonio), termine con il quale i Romani indicavano il vento caldo ricadente proveniente da ovest. Il villaggio sorge intorno a un’insenatura naturale dove è strutturato il porto sulle cui sponde sono presenti gli edifici delle antiche tonnare Florio.

Le tradizionali architetture mediterranee dell’isola, caratterizzate da intonaci bianchi e finestre azzurre o verdi, sono, specialmente negli ultimi anni, oggetto di riscoperta e valorizzazione, il paesaggio è tutelato infatti dalla sopraintendenza ai beni culturali.

L’isola è ricoperta prevalentemente da macchia mediterranea costituita da arbusti cespugliosi e da boschi di pini marittimi,

La storia e l’arte

Grande e popolata isola, soprannominata “la farfalla” per la sua forma allungata e stretta al centro. Chiamata “Aegusa” dai Greci, deve il suo nome attuale al vento Favonio, che sempre la lambisce, rendendone mite e fresco il clima.

Difficile immaginare che questo mare splendente si sia macchiato del sangue di tutte le battaglie navali che nei secoli sono riuscite a sconvolgerlo, come quella, decisiva, combattuta nel 241 a. C. tra la flotta romana guidata dal Console Lutazio Catulo contro la flotta cartaginese guidata da Amilcare Barca, che sancì la vittoria dei Romani sui Cartaginesi e l’inizio dell’occupazione delle Egadi da parte dei Romani.

Del resto non solo le notizie storiche, ma anche i reperti archeologici trovati nei fondali adiacenti, non lasciano dubbi.

Presso Cala S. Nicola, a nord-est dell’isola, si trova il “Bagno delle Donne”, una grande vasca quadrata scavata nella roccia calcarea, che riceveva acqua dal mare attraverso un cunicolo; le tracce di un mosaico ritrovate e il tipo di costruzione la fanno risalire all’epoca romana.

In questa stessa cala si trovano svariate grotte ad uso abitativo e sacro, che presentano graffiti preistorici ed incisioni del periodo punico, e alcune tombe, sia puniche che cristiane, palesi indizi anch’esse di antichi insediamenti.

E tante altre cale si snodano lungo la costa frastagliata dell’isola, più o meno frequentate o conosciute, di una bellezza emozionante e superba. Cala Rossa, Cala Azzurra, Grotta Perciata, il Burrone, Cala Stornello, Cala Rotonda.

Anche se al primo impatto l’isola può mostrare di sé un aspetto arido, subito “rimedia” agli occhi del visitatore più attento, prodigandosi con tutto lo splendore della sua inaspettata vegetazione, che qua e là si affaccia non solo dalla sua campagna, ma addirittura da giardini, anche ipogei, ricavati dentro dismesse e antiche cave di tufo.

Favignana – Isole Egadi – Trapani – SICILIA

Il tufo, insieme con la pesca e l’agricoltura, in passato ha rappresentato una delle più importanti risorse economiche per la popolazione di Favignana: tagliato a blocchi, veniva esportato in tutta la Sicilia e nel nord dell’Africa.

E perfino i Saraceni hanno lasciato l’antica traccia della loro presenza sull’isola, attraverso le tre torri di avvistamento costruite una sul porto, una in località Torretta, e infine una sul Monte S. Caterina, poi trasformata in forte da Ruggero il Normanno nel XII secolo, ampliato e fortificato infine nel XVII secolo dagli Spagnoli.

Nel 1794, quando i Borboni cominciarono ad inviarvi i patrioti dei vari moti insurrezionali costringendoli in condizioni di prigionia inumane, ebbe inizio il suo triste destino di carcere.

Dopo lo sbarco di Garibaldi a Marsala, nel 1860, la folla che liberò gli ultimi rinchiusi devastò nella sua furia l’interno delle celle e ogni cosa che potesse ricordare tanta ingiustizia.

L’edificio comunque rimase in piedi e venne trasformato in semaforo, funzione che però andò in disuso, poiché spesso il picco montuoso è avvolto dalle nuvole, risultando pertanto invisibile ai naviganti.

Nel tempo, diverse tonnare si sono avvicendate sull’isola, fino a quella, oggi solo superbo esempio di archeologia industriale, impiantata dalla famiglia Florio, grazie alla quale Favignana visse un periodo di grande splendore economico dalla seconda metà del 1800 fino alla sua chiusura. Città dentro la città, la tonnara dava lavoro alla maggior parte degli abitanti, garantendone il benessere economico e la buona qualità di vita.

La Tonnara di Favignana

Altra imponente testimonianza della presenza della famiglia Florio è l’elegante palazzo Liberty della prestigiosa famiglia, edificato nel 1870 dall’architetto palermitano Giuseppe Damiani Almeyda nei pressi del porto, oggi sede del Municipio.

Territorio

L’isola di Favignana ha una superficie di 19 km² circa e uno sviluppo costiero di 33 km frastagliati e ricchi di cavità e grotte. Anticamente il nome di Favignana era Egusa (Aegusa per i latini), dal greco Aigousa (Αἰγοῦσα), cioè «che ha capre», data la loro abbondanza sull’isola.

Era anche conosciuta con altri nomi come AponianaKatriaGilia e viene ricordata da numerosi scrittori tra cui Plinio, Polibio, Nepoziano, l’anonimo Ravennate. Dai geografi arabi era conosciuta con il nome Djazirat ‘ar Rahib («isola del monaco» o «del romito»), in quanto sull’isola si erge un castello di epoca normanna, il cosiddetto Castello di Santa Caterina, dove avrebbe vissuto per l’appunto un monaco. Il pittore Salvatore Fiume la definì una «farfalla sul mare» per via della sua conformazione caratteristica.

Il nome attuale (anticamente Favognana) deriva dal Favonio, un vento caldo di ponente che ne determina il clima molto mite.

Nonostante nell’antichità fosse ricca di vegetazione, oggi ne è povera a causa del disboscamento.

L’isola è attraversata da nord a sud da una dorsale montuosa la cui altitudine massima è quella del Monte Santa Caterina, di 314 metri. Altre due cime sono la Punta della Campana alta 296 metri e la Punta Grossa (252 metri).

Sul lato meridionale si trovano gli isolotti Preveto, Galera e Galeotta (praticamente degli scogli).

Flora e fauna

Favignana fa parte della riserva naturale delle isole Egadi istituita nel 1991.

Levanzo – Isole Egadi

L’isola è abbastanza brulla e ospita la tipica macchia mediterranea e la gariga.

La vegetazione è quindi costituita da oleastro, lentisco, carrubo, Euphorbia dendroides e sommacco. Vi sono alcuni interessanti endemismi quali il cavolo marino (Brassica macrocarpa), il fiorrancio marittimo (Calendula maritima), la finocchiella di Boccone (Seseli bocconi). Uno studio degli anni sessanta sulla vegetazione delle Egadi riporta a Favignana circa 570 specie.

Nell’area est dell’isola vi sono molti giardini detti ipogei, curati e coltivati all’interno delle cave di tufo ormai dismesse.

È una delle poche isole minori siciliane in cui sia presente una popolazione di rospo smeraldino siciliano (Bufotes boulengeri siculus).

Le cave

Le due porzioni del territorio isolano subirono un diverso destino dovuto alla decisione, da parte dei Saraceni, di fondare il primo nucleo del paese nei pressi delle falde orientali del Monte Santa Caterina, e alla diversa composizione mineralogica della roccia presente in entrambe; questa differenza di composizione ha spostato l’attenzione degli isolani sul versante orientale dando vita alla lunga attività di estrazione della pietra.

Le cave di tufo sono sparse pertanto sul territorio della Piana divenendo, nei secoli, l’elemento che maggiormente caratterizza il paesaggio antropizzato dell’isola. La pietra presente nell’isola è una calcarenite, roccia sedimentaria composta prevalentemente da sabbia e gusci fossili, che si distingue in due categorie: una di qualità inferiore, di colore giallo, presente nello strato superiore del terreno e una di qualità superiore, di colore bianco, sottostante quella precedente; la calcarenite bianca di Favignana è stata utilizzata, nei secoli, come eccellente materiale per l’edilizia che si ritrova tutt’oggi nelle case e nelle chiesa dell’Immacolata Concezione di Favignana, nella Villa Florio, nella Villa Igiea di Palermo, a Messina nei palazzi ricostruiti dopo il terremoto del 1908 e a Tunisi.

Lo sfruttamento del suolo raggiunse il massimo sviluppo nel periodo compreso tra il governo dei Pallavicino (XVII sec.) e quello dei Florio (inizio del XX sec.) durante il quale, attraverso il perfezionamento delle tecniche e degli strumenti utili al taglio della pietra, i cavatori favignanesi divennero esperti nel mestiere.

I metodi di estrazione praticati per la realizzazione delle cave a Favignana si suddividono in due categorie: a cielo aperto (a fossa) o al coperto (a gallerie e pilastri); la determinazione del metodo di scavo dipendeva esclusivamente dalla condizione orografica del terreno.Cava a galleria nella località Scalocavallo

Il metodo a cielo aperto prevedeva la realizzazione di una cava attraverso la squadratura di una superficie orizzontale, lunga 10x10m. circa, e la successiva eliminazione della vegetazione e del cappellaccio, lo strato superficiale della roccia con spessore variante da 1 a 2 metri, fino a raggiungere la pietra più profonda. La cava pertanto veniva realizzata strato per strato permettendo ai cavatori di estrarre la pietra dall’alto verso il basso, scendendo nella profondità del suolo, avendo cura di lasciare dei conciattaccati al suolo al fine di formare una scala, unico elemento di accesso all’interno.

Il metodo al coperto prevedeva invece l’accesso alla cava o attraverso grotte naturali, situate prettamente lungo la costa, o attraverso l’apertura di una galleria su una parete verticale di una cava a cielo aperto. La realizzazione di una galleria prevedeva di lasciare intatte alcune porzioni di roccia che fungevano da sostegno verticale.

Spiagge

La spiaggia di Cala AzzurraCava a cielo aperto nella località Settemine

I più noti accessi al mare sull’isola di Favignana sono:

la spiaggia della Praia

Burrone (spiaggia sabbiosa)

Cala Azzurra (spiaggia con scogli)

Cala Rossa (scogliera) premiata nel 2015 come Spiaggia più bella d’Italia

Cala Rossa a Favignana

Bue Marino (scogliera)

Cala Grande

Cala Ritunna (cala rotonda)

Grotta Perciata (scogliera)

Calamoni (scogliera e piccole spiagge)

Scivolo (scogliera)

La Praia

Punta longa

Preveto (ciottoli)

Marasolo (piccola spiaggia con scogli)

Favignana, sin dai tempi della dominazione romana, è stata sede estrattiva del tufo bianco conchigliare (in realtà è impropriamente detto tufo, essendo una calcarenite e non una roccia di origine vulcanica, come è il vero tufo) utilizzato nell’edilizia. Il cosiddetto tufo ha rappresentato una fonte economica importante per gli abitanti dell’isola. La lunga attività estrattiva, presente particolarmente nella parte orientale dell’isola, ha dato origine a particolari fossati, forre e caverne, oggi trasformate, specialmente dai privati cittadini, in particolari e suggestivi orti, giardini e abitazioni.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Al centro del paese di Favignana sorge la chiesa settecentesca intitolata alla Madonna dell’Immacolata Concezione all’interno della quale è custodito un prezioso crocifisso ligneo del XVIII secolo e una statua marmorea raffigurante Sant’Antonio del XVII secolo.

Architetture civile

Villa Florio è una palazzina neogotica, fatta costruire da Ignazio Florio dal 1876 al 1878 su progetto dell’architetto Giuseppe Damiani Almeyda.

L’ex-stabilimento della tonnara di Favignana, non più in attività a causa del ridotto numero dei tonni pescati, restaurato tra il 2003 e il 2009. Attualmente il luogo è aperto al pubblico a pagamento e sono offerte visite guidate da ex operai dello stabilimento. All’interno è possibile trovare testimonianze video legate alla mattanza e alla tonnara, e inoltre filmati storici concessi dall’Istituto Luce. È sede di un Antiquarium, dove vi è una sala nella quale sono esposti reperti storici ritrovati nel mare delle isole Egadi.

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