Farro Dicocco PAT del Molise

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del MOLISE


Farro Dicocco Molise

Il farro (Triticum dicoccum Schübler) appartiene alla famiglia delle Graminacee. Le caratteristiche morfologiche generali del farro sono molto simili al frumento, però a differenza di questo, le piante hanno un’altezza media di 120 cm, che in alcuni casi viene anche superata; inoltre, le cariossidi sono vestite, come l’orzo, cioè sono ricoperte da glume e glumelle. Il colore della cariosside nuda è alquanto simile al frumento (brunastro), l’endosperma ha frattura da semifarinosa a semivitrea, la superficie è liscia.

Il farro, destinato al consumo, si presenta in cariossidi intere o spezzate e viene utilizzato per preparare zuppe e minestre con legumi; può essere anche macinato per produrre la farina utilizzata per la panificazione,la pastificazione ed in pasticceria. Il farro è da considerare un prodotto biologico poiché non richiede l’uso di prodotti chimici di sintesi, inoltre viene coltivato in zone marginali di montagna dove l’inquinamento del terreno e dell’aria è inesistente o trascurabile.

Il farro si semina a mano o con seminatrice in autunno utilizzando la granella vestita. Non vengono utilizzati prodotti chimici di alcun genere (fertilizzanti, anti parassitari, erbicidi, etc.), quando la coltura si ripete sullo stesso terreno viene fatta la concimazione con il letame; normalmente il farro segue il prato. Il farro è pianta a crescita iniziale rapida ed accrescimento vigoroso, perciò è dotato di elevata competitività nei confronti delle infestanti. Il farro è più tardivo del frumento, la trebbiatura inizia nel mese di luglio. La raccolta viene effettuata con mietitrebbia, la resa in granella vestita, mediamente, varia da 20 a 35 quintali ad ettaro e dipende dalla fertilità del terreno e dall’andamento climatico. Il farro, prima di essere utilizzato, deve essere decorticato, liberato dalle glume e glumelle che lo rivestono.

Tradizionalità

Cenni storici
Secondo alcuni reperti archeologici provenienti dalla Mesopotamia e dall’antico Egitto la coltivazione del farro risale a circa il 7000 A.C. In Italia la coltivazione del farro si affermò soprattutto nelle colonie greche della Magna Grecia e della Sicilia nel quarto secolo A.C., diffondendosi rapidamente nell’intera Penisola. Plinio lo chiama “primus antiquis latio cibus” poiché tale cereale costituiva la base della dieta degli antichi Romani.

Giuseppe Maria Galanti, nella sua opera “Descrizione del Contado di Molise”, edito nel 1780, a pag. 215, descrivendo le produzioni naturali molisane, tra l’altro, afferma: “… produce abbondantemente orzo, farro, legumi ecc.”

Territorio di produzione: Intera regione Molise

Taccozze PAT Molise
Taccozze (Tacconelle) Le materie prime sono: farina di grano duro, acqua e sale. Mettere sulla spianatoia la farina a fontana, aggiungere acqua e sale, mescolare il tutto fino ad ottenere una pasta omogenea. Stendere la pasta con il mattarello formando una sfoglia sottile che viene tagliata a strisce, e alle strisce viene data la forma…
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Fagiolo PAT del Molise
Legume di colore bianco,di forma rotondeggiante con portamento rampicante. Si semina la prima decade di luglio. Distanza sulla fila 40 cm tra le file 60-80 cm. Profondità di semina 3-5 cm. Predilige terreni tendenzialmente sabbiosi (alluvionali), necessita di irrigazione (turni da 6-8 gg.), due zappettature ed una sarchiatura manuale, non ha bisogno di trattamenti fitosanitari…
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Cotechino PAT Molise

Cotechino

Il cotechino si presenta in forma cilindrica del diametro di circa sei centimetri, in alcune zone assume la caratteristica forma “tipo zampone” in questo caso del diametro di circa 7 centimetri.

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