Cipresso dell’Arizona, Cupressus arizonica

Caratteristiche botaniche:

Nome comune: Cipresso dell’Arizona

Famiglia: Cupressaceae

Pianta monoica/dioica: monoica

Portamento: arboreo

Foglie: squamiformi, lunghe 2-5 mm, spiralate intorno al rametto

Fiori: macrosporofilli femminili globosi, bruno-rossicci, formati da 6-8
scaglie legnose, microsporofilli maschili terminali, giallastri e minuti

Frutti: galbulo globoso-oblungo, lungo 15-33 mm, di colore verde,
a maturazione (20-24 mesi dopo l’impollinazione) di colore grigiomarrone

Periodo di dispersione del polline: G F M A M G L A S O N D

Impollinazione: anemofila

Il genere Cupressus L. è rappresentato da circa 25 taxa (16 specie e 9 varietà), alcuni dei quali presentano ancora uno status tassonomico critico (FARJON, 2001). Le specie sono prevalentemente distribuite nelle regioni settentrionali con clima temperato-caldo ed in gran parte sono native del settore sud-occidentale degli Stati Uniti d’America, del Messico, dell’America Centrale, dell’Honduras, dell’area del Mediterraneo, del nord-ovest dell’Africa, del Medio Oriente, del Vietnam, dell’Himalaya e della Cina occidentale (ECKENWALDER, 1993). Nel bacino del Mediterraneo è presente Cupressus sempervirens L., taxon spontaneo in diversi paesi orientali come Turchia, Cipro, Creta, Libia, Israele, Libano e Isole del Mar Egeo. Nell’area del Maghreb sono presenti, inoltre, C. dupreziana A. Camus var. dupreziana e C. dupreziana var. atlantica (Gaussen) Silba, endemiche, rispettivamente, dell’Algeria e del Marocco (GREUTER & al., 1984).

Secondo quanto riportato da PIGNATTI (1982), la flora italiana annovera 3 specie di cipresso, tutte di provenienza esotica. Tra queste C. sempervirens, archeofita proveniente dall’Oriente e comunemente diffusa dal livello del mare fino a circa 1200 m di quota, ormai da tempo naturalizzata in gran parte delle regioni della Penisola (CONTI & al., 2005). Sono presenti, inoltre, C. arizonica Greene e C. macrocarpa Hartw., specie di più recente introduzione, coltivate inizialmente per fini ornamentali e in seguito diffusamente utilizzate in interventi di riforestazione e nella realizzazione di siepi, filari e barriere frangivento.

In Sicilia le suddette specie di cipresso si riscontrano in diversi ambiti, dal livello del mare fino a circa 1400 mdi quota (GIARDINA & al., 2007).
Per quanto attiene ai processi di spontaneizzazione dei cipressi nell’Italia peninsulare, oltre ai casi già noti riguardanti C. sempervirens, è stata recentemente segnalata la spontaneizzazione di C. arizonica in Calabria, nell’area sommitale di Monte Raga, su substrato di origine granitica, a 540 m s.l.m. (CARuso, 2007). Non sono invece noti processi di spontaneizzazione riguardanti C. macrocarpa. In Sicilia l’unica conifera esotica considerata ‘coltivata spontaneizzata’ è C. sempervirens (RAIMONDO & al., 2005).

Nell’ambito di ricerche sui taxa della flora esotica siciliana, rivolte anche ad accertare i processi di spontaneizzazione in atto, si riportano i primi dati riguardanti la spontaneizzazione di C. arizonica nell’Isola e, in particolare, nel settore sud-orientale dei Monti Sicani

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