Grindelia Robusta

La Grindelia robusta è una pianta perenne, cespugliosa, con fusto liscio, circolare, con molte ramificazioni terminanti ognuna con una infiorescenza. Le foglie inferiori sono a forma di spatola, ovali e appuntite alla base; quelle superiori sono alterne, ascendenti ed hanno basi larghe. Entrambe hanno consistenza coriacea, sono di colore verde chiaro e presentano margine ruvido e fortemente dentato.

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Goji, Lycium barbarum

Arbusto perenne, rustico, originario delle regioni himalayane dell’Asia, con una crescita piuttosto vigorosa. Raggiunge circa due metri di altezza e ha foglie caduche lanceolate di colore variabile dal verde brillante al grigiastro. La pianta è autofertile e ha dei fiori viola chiaro con pistilli bianchi. Dai fiori si sviluppano piccoli frutti rossi di forma ovale che raggiungono la piena maturazione alla fine dell’estate.

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Enula pianta officinale

Specie erbacea perenne con radice grossa, carnosa e ramificata. Presenta un fusto eretto, ramificato alla sommità. Le foglie sono alterne, ovali-lanceolate, dentate e dotate di abbondante peluria nella pagina inferiore, mentre la pagina superiore è glabra e verde brillante. Quelle che si trovano nella parte inferiore del fusto sono picciolate, mentre quelle superiori sono sessili. I fiori sono raccolti in capolini isolati, che formano un corimbo. Sono di colore giallo-dorato, ligulati quelli esterni mentre tubulosi quelli interni.
L’Enula fiorisce da maggio ad agosto, se il clima è favorevole. In caso di climi più freddi la fioritura è posticipata.

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Enotera pianta officinale

l’Enotera è una pianta erbacea biennale che cresce fino a 1 metro di altezza.
Il fusto è eretto, non ramificato o con qualche ramificazione nella parte apicale. Ha foglie lanceolate, verde chiaro, riunite in una rosetta basale. I fiori sono grandi, di colore giallo, solitari, a quattro petali che fioriscono da giugno a settembre. A volte fiorisce già a partire dal primo anno. Particolare peculiarità dei fiori di Enotera è che questi si aprono dopo il tramonto o quando vi sono giornate coperte.

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Elicriso pianta officinale

Pianta erbacea, suffruticosa e cespugliosa, dal forte odore aromatico, che ricorda il tipico odore della Liquirizia. Il fusto è robusto, molto ramificato, interamente ricoperto da numerose foglie filiformi, pelose e di colore verde-argentate. I fiori sono prevalentemente tubulosi, che vanno a formare numerosi capolini, riuniti in corimbi, di colore giallo. Il frutto è un achenio ovale oblungo.

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Alkekengi

L’ Alkekengi è una pianta erbacea, annuale o perenne, rizomatosa, che presenta numerosi fusti eretti semplici o ramificati e che sono lanuginosi a livello della porzione apicale. Le foglie, lungamente picciolate, sono alterne, ovali-lanceolate, finemente pubescenti, con margine intero o leggermente crenato. I fiori sono isolati, peduncolati e si trovano all’ascella dei rami. Presentano corolla di colore bianco, campanulata e costituita da 5 lobi triangolati. All’interno dei petali sono inseriti gli stami costituiti da una grossa antera gialla.

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Mirtillo nero, Vaccinium myrtillus L.

ETIMOLOGIA DEL NOME/STORIA E TRADIZIONI: il nome Vaccinium ha un’origine non sicura e deriverebbe dal termine greco “vakintos” che significa giacinto a fiore blu, in riferimento al colore delle bacche. Myrtillus è invece il diminutivo di myrtus, che significa mirto, per la somiglianza delle bacche e delle foglie con quelle del mirto.

NOTE: durante la seconda guerra mondiale i piloti della RAF che mangiavano grande quantità di marmellata di mirtilli sembravano possedere una migliore vista notturna. Studi successivi hanno confermato infatti l’effetto benefico dei mirtilli sulla vista. Le foglie sono ipoglicemizzanti ed antisettiche ma il loro uso è stato abbandonato in quando possono causare gravi intossicazioni.

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Miglio, Panicum miliaceum L.

HABITAT: Si tratta di una specie termofila, ovvero particolarmente esigente di un clima caldo. Nelle regioni temperate, infatti, cresce soprattutto in primavera-estate. Molto resistente alla siccità, predilige habitat aridi e semidesertici. Il preciso territorio di origine del miglio è oggetto di controversie ma più probabilmente proviene dal continente asiatico. Cresce spontaneo in climi aridi e prevalentemente in prati incolti.

TEMPO E MODALITA’ DI RACCOLTA O COLTIVAZIONE: la raccolta del miglio è difficoltosa a causa della maturazione scalare delle diverse pannocchie in coltura, che non permettendo così di ottenere l’intera resa. In Italia la produzione di miglio è destinata prevalentemente alla realizzazione di alimenti per volatili. In Asia e in Africa, invece, anche per il clima più favorevole alla coltivazione, il miglio è più utilizzato per l’alimentazione umana.

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