Veneto
RADICCHIO VARIEGATO DI CASTEL FRANCO IGP

Le modalità di coltivazione del Radicchio sono scandite da tempi precisi. La semina in pieno campo è effettuata dal 1° giugno al 15 agosto, mentre il trapianto delle piantine avviene dal 15 giugno al 10 settembre. La raccolta può iniziare a partire dal 1°ottobre. Il disciplinare prevede che, ai fini della qualificazione del prodotto come IGP, le produzioni massime di superficie coltivata non debbano superare i 12.000 kg per ettaro e il peso massimo unitario non possa superare i 0,600 kg di prodotto.

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RADICCHIO VARIEGATO DI CASTEL FRANCO IGP

Veneto
RADICCHIO ROSSO DI TREVISO IGP

La coltivazione del Radicchio Rosso di Treviso, nelle sue due tipologie precoce e tardivo, inizia a partire dal 1° giugno con la semina della piantine e si chiude il 31 luglio. La raccolta inizia a partire dal 1° settembre per il precoce e dal 1° novembre per il tardivo. Per acquisire la tipica colorazione rossa della pianta è necessario che la coltura subisca almeno due brinate prima della raccolta. Dopo la raccolta le piante vengono trattate con due tipi diversi di lavorazione a seconda della tipologia a cui appartengono. Il disciplinare ne descrive le caratteristiche all’articolo 5.

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RADICCHIO ROSSO DI TREVISO IGP

Veneto
FAGIOLO DI LAMON DELLA VALLATA BELLUNESE IGP

Per coltivare il Fagiolo di Lamon occorre preparare il terreno con un’aratura di almeno 25-30 cm. Il disciplinare prevede che la coltivazione sia di un solo ecotipo per ogni singolo appezzamento e la semina si effettua a circa 3-4 cm di profondità. La concimazione del terreno è composta da sostanza organica, con una modesta aggiunta di fertilizzante chimico. Infine, la raccolta si effettua a mano e in seguito il prodotto può essere conservato sottovuoto.

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FAGIOLO DI LAMON DELLA VALLATA BELLUNESE IGP

Veneto
ASPARAGO DI BADOERE IGP

La coltivazione del prodotto ha un ciclo triennale e si svolge in pieno campo o in serra. La prima fase della produzione è rappresentata dalla preparazione delle piantine, la seconda dalla preparazione del terreno e la terza dall’innesto tra Febbraio e Giugno. La raccolta dei turioni inizia dopo 18 mesi e si effettua a mano. La massima resa non potrà superare i 7.000 kg.

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ASPARAGO DI BADOERE IGP

Veneto
ASPARAGO BIANCO DI CIMADOLMO IGP

L’Asparago Bianco di Cimadolmo è coltivato su terreni drenati e sabbiosi. La coltura ha un ciclo biennale e prevede la pratica della “pacciamatura”, cioè la copertura del terreno con teli scuri. Questo metodo è necessario per dare all’asparago il suo colore bianco, poiché con l’assenza di luce si blocca il processo di fotosintesi. La raccolta inizia appena è terminato il 3° anno di impianto. I primi turioni si raccolgono intorno al 20 Marzo fino al 31 Maggio.

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ASPARAGO BIANCO DI CIMADOLMO IGP

Veneto
ASPARAGO BIANCO DI BASSANO DOP

Il terreno dove è coltivato l’Asparago Bianco deve avere le seguenti caratteristiche: un pH che può raggiungere un massimo di 7,5 e tale analisi deve essere effettuata per ogni nuovo impianto e la preparazione va fatta entro l’autunno di ogni anno. L’impianto con la radice è effettuato entro marzo e aprile e quello con la pianta entro giugno. Il raccolto avviene sempre nel periodo compreso tra la metà di marzo e giugno.

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ASPARAGO BIANCO DI BASSANO DOP

Trentino Alto Adige
MELE DEL TRENTINO IGP

Le I.G.P. Mele del Trentino sono coltivate in un ambiente che garantisce l’ottenimento di produzioni di elevata qualità, l’impianto dei frutteti deve essere adeguato alla giacitura dei terreni, spesso declivi, le tecniche di produzione adottate nella zona prevedono obbligatoriamente l’inerbimento tra le file per tutta la vita dell’impianto, questa pratica riveste particolare importanza sia per la dotazione nutrizionale del terreno, attraverso una continua restituzione naturale di elementi, sia per la sua struttura fisica e biologica, salvaguardate dal mantenimento ed arricchimento della dotazione di sostanza organica. L’inerbimento del terreno rappresenta inoltre una valida tecnica di difesa del territorio montano dal rischio di erosioni superficiali.

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MELE DEL TRENTINO IGP

Trentino Alto Adige
MELA ALTO ADIGE, SÜDTIROLER APFEL IGP

La Mela Alto Adige IGP è coltivata in terreni ben drenati e che si trovano ad un’altitudine che varia dai 200 ai 1.000 metri s.l.m. La raccolta si esegue in base alla maturazione dei frutti ed esclusivamente a mano. Successivamente, le mele sono trasportate nei luoghi di lavorazione in cassetta e lavate con acqua fredda. Infine, dopo la cernita, sono immesse al consumo.

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MELA ALTO ADIGE, SÜDTIROLER APFEL IGP

Toscana
FARRO DELLA GARFAGNANA IGP

Il Farro della Garfagnana IGP può provenire da tre specie differenti: “Triticum monococcum”, “Triticum dicoccum” e “Triticum tricoccum”. Quando è immesso al consumo, il Farro della Garfagnana ha un chicco con striature biancastre a seguito della “brillatura” e una consistenza farinosa.
Metodo di coltivazione
Il Farro della Garfagnana è coltivato in terreni situati dai 300 ai 1000 metri di altitudine. Il terreno è concimato con sostanze organiche ed è severamente vietato l’uso di diserbanti o concimi chimici. Infine, la produzione massima è di 25 quintali per la granella vestita. Una volta raccolto, il seme è brillato con apposite macchine e immesso al consumo. Il farro coltivato con la tecnica tradizionale è classificato come prodotto biologico.
Legame tra il prodotto e il territorio
La Garfagnana (provincia di Lucca) è probabilmente l’unico areale in Toscana dove il farro è sempre stato coltivato. L’apprezzamento che ai giorni nostri viene riservato al Farro della Garfagnana ha origini lontane ed è rimasto invariato nel tempo, a testimonianza della qualità e unicità del prodotto.

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FARRO DELLA GARFAGNANA IGP

Toscana
MARRONE DEL MUGELLO IGP

Conformemente al disciplinare, le modalità di coltivazione, la potatura e la concimazione non devono alterare le caratteristiche del frutto. Negli impianti, infatti, è vietata ogni somministrazione di fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi. Infine, la resa massima è di kg 2.500 frutti per ettaro.

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MARRONE DEL MUGELLO IGP