
Benedetto Antelami è uno dei più importanti scultori italiani del periodo romanico, attivo tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Le notizie sulla sua vita sono scarse, ma il suo nome compare nella firma della Deposizione (1178), scolpita per la Cattedrale di Parma. L’appellativo “Antelami” farebbe riferimento probabilmente al luogo d’origine, Antelamo, nei pressi del Lago di Como, oppure a un soprannome legato a un’antica corporazione di maestri comacini. La sua formazione è legata alla cultura romanica lombarda, ma subisce l’influenza decisiva dell’arte provenzale e dell’antichità classica, filtrata dal contesto franco-medievale e bizantino.

Stile e caratteristiche
Antelami si distingue per una scultura profondamente narrativa, capace di fondere l’intensità drammatica del racconto con una raffinata ricerca formale. Le sue figure sono plastiche, solide, ma già orientate verso una maggiore naturalezza rispetto al rigore del romanico. L’uso del chiaroscuro e la disposizione ritmica dei personaggi testimoniano una visione innovativa, proiettata verso la monumentalità gotica, pur mantenendo saldo il legame con la tradizione classica.

Opere principali
- Deposizione dalla Croce (1178, Duomo di Parma): è l’unica opera firmata dall’artista. Raffigura Cristo deposto dalla Croce, sorretto da Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, circondato da un gruppo di personaggi fortemente espressivi. L’impostazione della scena è rigorosa, ma la tensione drammatica e la definizione dei volti rivelano una nuova sensibilità.
- Ciclo dei Mesi e delle Stagioni (fine XII – inizio XIII secolo, Battistero di Parma): attribuito con alta probabilità ad Antelami e alla sua bottega, è una serie di altorilievi che raffigurano i dodici mesi e le quattro stagioni, disposti lungo le pareti interne del Battistero. Ogni mese è rappresentato con attività agricole o simboliche, accompagnate da segni zodiacali. Le scene sono animate, con ricchezza di dettagli e un’attenta osservazione del reale, interpretata con uno stile che anticipa la narrazione gotica.
- Virtù e Vizi (Battistero di Parma): completano l’apparato iconografico interno con significati morali e teologici. Le personificazioni delle Virtù e dei Vizi, scolpite con energia plastica e stilizzazione elegante, rivelano l’intento didattico e spirituale dell’arte antelamica.


Eredità artistica
Antelami rappresenta un punto di svolta nella scultura italiana: la sua opera traghetta la tradizione romanica verso nuove possibilità espressive, aprendo alla stagione gotica. La sua influenza è evidente nei cantieri emiliani e lombardi, ma anche nelle esperienze scultoree dell’Italia centro-settentrionale. Nonostante la scarsità di opere firmate, la coerenza stilistica delle sculture a lui attribuite consente di delineare un linguaggio unitario, potente e innovativo.

Antoon van Dyck (1599–1641)
Pittore fiammingo del Seicento, Antoon (o Anthony) van Dyck fu uno dei più importanti ritrattisti europei del XVII secolo. Allievo di Rubens, portò avanti una pittura raffinata ed elegante, che influenzò profondamente la ritrattistica aristocratica inglese ed europea.

Legenda Aurea di Jacopo da Varazze


